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Gabriele Sandri, un libro per non dimenticare

"11 Novembre 2007 – L'uccisione di Gabriele Sandri una giornata buia della Repubblica", questo il titolo del libro scritto dal giornalista Maurizio Martucci sulla morte del giovane tifoso laziale ucciso quasi un anno fa.

Era appunto l'11 novenbre 2007 quando in una stazione di servizio un colpo di pistola, esploso dalla pistola dell'agente della Polizia Stradale Luigi Spaccarotella, ha raggiunto il giovane Gabriele e gli ha spezzato per sempre da vita. Da allora la città di Roma, e non solo, non ha mai smesso di ricordarlo.

Così a quasi un anno di distanza da quel tragico evento esce un libro che ripercorre gli ultimi istanti del ragazzo e l'informazione divulgata dai media italiani. Notizie tempestive, ma inesatte. In un primo momento, infatti, si era parlato di un colpo esploso dall'arma posseduta da un tifoso juventino.

L'autore del volume è stato intervistato da Andrea Curreli di Tiscali.it: "Non si è tenuto conto della dinamica dei fatti, ma si è ragionato per stereotipi – ha spiegato Martucci - un tifoso morto di domenica doveva essere per forza stato ucciso durante uno scontro tra tifosi e sicuramente non per mano di un poliziotto. Per 24 ore una verità mediatica ha sostituito quella reale".

Nel libro il giornalista ha portato avanti la ferma idea che la morte di Gabriele Sandri non sia da ricondurre direttamente al calcio, come invece era stato fatto credere. "Quel proiettile poteva colpire ad esempio una bambina in un'auto che transitava nell'autostrada - ha affermato Martucci - quindi l'atto omicida va ricondotto a un gesto scriteriato di un tutore dell'ordine. Paradossalmente il legare la morte di Gabriele alla violenza del calcio ha fatto sì che non cadesse nel dimenticatoio".

Quella del giornalista non è un accusa rivolta a tutte le forze dell'ordine. Martucci ha, infatti, affermato: "L'operato di tutte le categorie in Italia può essere messo in dubbio, tranne quello delle forze dell'ordine. Tanto rispetto per le forze dell'ordine, ma se c'è una persona al loro interno che commette un errore è assurdo che non si possa dirlo".

Ciò che il giornalista si augura è che, magari anche attraverso il suo libro, possa emergere la verità su quanto accaduto quella domenica pomeriggio per Gabriele e per la sua famiglia.

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