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Il ritorno di Marcello Lippi: 'Italia? No grazie, vado all'estero'

Le stelle del passato sono scese in campo nel derby Juventus-Torino terminato 2-2 nella serata ‘Slancio di vita’ organizzata Fondazione ‘Vialli e Mauro’ per raccogliere fondi a favore della ricerca contro la SLA. In panchina siedevano Marcello Lippi, celebre tecnico ex Juventus, ed Emiliano Mondonico, ex allenatore del Torino ma attualmente alla guida dell’Albinoleffe in Serie B. Un evento che ha regalato tante emozioni tra i presenti sia in campo che in tribuna tra i tifosi.

Grande partecipazione per una manifestazione di grande importanza che ha visto tanti ex campioni da una parte e dell'altra: per la cronaca doppio vantaggio del Toro con Junior e Lentini e rimonta bianconera firmata Nedved e Porrini. Importante il risultato raggiunto in seguito alla serata con un assegno di ben 223mila euro che cercherà di contribuire alle ricerche. Prima della partita musica e spettacolo con Ron e Roberto Vecchioni per una serata che ha visto anche la presenza dell’ex calciatore francese Zinedine Zidane.

Intervenuto per parlare del proprio futuro l’ex ct dell’Italia Marcello Lippi che ha voluto sottolineare: 'Tornerò in panchina se capiterà una situazione che mi piace, che mi darà uno stimolo importante. La voglia di fare ancora due-tre anni c'è tuttora – spiega Lippi - Se mi richiamasse la Juve? In Italia non tornerò ad allenare, lo farò all'estero. Sono andato via dalla Juve sei anni fa e ogni volta che la squadra in questi anni ha avuto delle difficoltà regolarmente è stato fatto il mio nome. Questo è significativo degli otto anni passati insieme, del rapporto che c'è con la tifoseria della Juve. E' una forma di affetto che c'è, avendo passato tanti anni insieme. In passato ci sono stati dei contatti, ma era qualche anno fa'.

Netta chiusura dunque da parte di Lippi alla Juventus e all’Italia con la possibilità di allenare un grande club estero per l’ex ct della Nazionale italiana che dopo aver vinto uno storico Mondiale nel 2006, ha poi fallito clamorosamente l’avventura del 2010 con il nuovo avvento caratterizzato da Cesare Prandelli: 'Indipendentemente da come è finito l'ultimo Mondiale – chiarisce Lippi - la Nazionale avrebbe avuto comunque bisogno di una ristrutturazione, di una rinascita, di un ringiovanimento e non c'è dubbio che Prandelli sia la persona più adatta per questo tipo di crescita, di rinascita, di ricostruzione della Nazionale'.

 (foto © LaPresse)

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