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Riti scaramantici dei tifosi di calcio per i Mondiali 2014: dalla grattatina alla "nonna magica"

Ci siamo. Palla quasi sul dischetto e nervi a fior di pelle. Preparatevi psicofisicamente. Voi, altri milioni di tifosi, simpatizzanti e gente che non ha nulla da fare la sera dovrete sostenere gli azzurri in Brasile. Badate bene, sventolare una bandiera e fare un coretto in falsetto non basta. La scaramanzia è una roba seria e la sfiga è sempre lì, dietro la spalla, pronta a farsi sentire. Sconfiggerla è possibile, fate così…
Grattarsi: manco a dirlo, un must. Non importa che lo facciate discretamente con la scusa di prendere il cellulare in tasca o che diate una virile scrollata in stile estrazione numeri del bingo. Quello che avete sotto la cintura non è mai stato così fondamentale.
Grattare gli altri: in casi estremi, quando i vostri talismani personali non bastano, ci si può sempre allungare verso il vicino. Poi però ammettetelo che si tratta di una scusa bella e buona. Mezza parola.
Grattare gli altri: in casi estremi, quando i vostri talismani personali non bastano, ci si può sempre allungare verso il vicino. Poi però ammettetelo che si tratta di una scusa bella e buona. Mezza parola.
Eliminare fisicamente i gufi: è iniziata la stagione della caccia. Tutti gli esseri umani dotati di parola pronti ad affermare con certezza che “tanto l’Italia vince” dovranno tenersi a non meno di 1.7 Km di distanza dalla vostra postazione tifo.
Il portafortuna umano: la nonna o la zia che passavano per caso in salotto pochi minuti prima del gol della vittoria hanno sancito così la loro schiavitù. Poco importa che l’avvenimento risalga ai mondiali di calcio dell’82. Da allora, sempre e comunque, anche controvoglia, loro dovranno presenziare alle partite. Mute, in un angolo, sedute da sole a emanare, inconsapevolmente, influssi positivi.
Lo sciopero della barba: per ragioni insondabili molti uomini decidono di chiudere lametta e rasoio in un antro oscuro del tinello per tutto il periodo dei mondiali. Porterà bene? Uno ci tenta, tanto la barba lunga fa comunque figo.
Lo sciopero della barba: per ragioni insondabili molti uomini decidono di chiudere lametta e rasoio in un antro oscuro del tinello per tutto il periodo dei mondiali. Porterà bene? Uno ci tenta, tanto la barba lunga fa comunque figo.
Pasta, pizza e mandolino: la merenda del campione è rigorosamente italiana e la partita sta alla pizza come la neve sta alle Alpi. Cena, divano, Italia allo schermo e cartone unto sul tavolo. Accettabili anche du spaghi o altro cibo estremamente calorico tipico del bel paese. Ah già il mandolino, vabbè quello si procura…
Cavalli e Padre Pio: tra sacro e profano, ogni tentativo vale la pena di essere sfruttato. Immaginetta di Padre Pio sul tavolino, accanto Santa Rita da Cascia, la Madonna del Carmelo, un ferro di cavallo, un mazzo d’aglio e un paio di corni rossi. Tutto fa brodo.
Baciare la foto del proprio idolo: se il vostro santo protettore ha le fattezze di Gigi Buffon baciate la sua figurina. Sfregate il poster nella stanza come fareste con la lampada di Aladino. Gigi, Alex, Mario portano tutti bene. Così si dice.
Pensare che la squadra perda sempre: se è vero che pensare di vincere porta sfiga pensare di perdere sarebbe d’aiuto (secondo il modello matematico l’equazione non fa una piega). Lo dice anche un proverbio cinese, o calabrese: preparati al peggio, aspettati il meglio!
Sedersi sempre allo stesso modo e nei soliti posti: la disposizione deve essere sempre quella. Se in campo c’è il 4-4-2 in salotto c’è la fossa che avete costruito con impegno, anno dopo anno. Con lacrime e sudore.
Sciarpa e bandiera fuori dalla porta: si, quella bandiera discreta appesa al balcone, la maglia che tenete indosso dalle precedenti 48 ore, la sciarpa nel pianerottolo fuori dalla porta e il tappetino personalizzato dovrebbero tener fuori la sfiga.
Segno della croce e affidarsi ai piani alti: riscoprirsi credenti dopo anni di selvaggio paganesimo, sentire emergere in sè all’improvviso la fede schintoista, affidarsi a Buddha, girarsi a La Mecca, cercare una copia del Corano o delle sacre scritture e aprire lettere ai Tessalonicesi che neanche Maria a C’è Posta per Te.
Il sale alle spalle: ci sono famiglie che si sono viste esaurire la scorta mensile in 90 minuti. Poi però hanno sistemato ipertensione e colesterolo.
Viola al bando: non è vero che questo colore sia l’emblema della sfiga solo a teatro. Che siate nel proscenio degli Arcimboldi o in un sottoscala di via Garibaldi poco importa. Fonti attendibili certificano il viola come sfigatissimo.
Scaricare la discografia di Toni Braxton e farla diventare la colonna sonora delle vostre giornate: Perché? Lei cantava l’inno degli ultimi mondiali vinti dall’Italia. I love You Toni, anche se non sappiamo chi tu sia.
Scaricare la discografia di Toni Braxton e farla diventare la colonna sonora delle vostre giornate: Perché? Lei cantava l’inno degli ultimi mondiali vinti dall’Italia. I love You Toni, anche se non sappiamo chi tu sia.

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