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El partido està vencido

 di Zoro

Che a mandare l'Italia fuori dall'Europa siano state furie rosse e zapatere e che a sbagliare i rigori decisivi siano stati giocatori che portano il rosso e il Natale nel nome basterebbe e avanzerebbe a far gridare al complotto cattocomunista ordito con il solo obiettivo di impedire alla Carfagna di girare in torpedone per le strade imbandierate di Roma come fece la Melandri a Mondiale vinto.

Perché se forse non è più tanto vero come un tempo che i successi sportivi rinforzano i governi in carica, se la notte di Berlino allungò solo di pochi mesi l'agonia del centrosinistra prodiano, è pur vero che in semifinale ci sono arrivati Putin, Merkel, Zapatero e l'arrembante Turchia, e non è pertanto difficile immaginare che, benché in altre faccende affaccendato, a Donadoni qualche moccolo sia arrivato anche e soprattutto dal suo ex Presidente.

Una partita brutta, noiosa e prevedibile come un'Assemblea Costituente del PD ha chiuso l'impalpabile leadership di Donadoni, perché nel calcio chi perde va via, spesso oltre i propri demeriti.

Del resto se i giocatori migliori di questo Europeo, a parte Buffon, sono stati due che con l'Olanda non giocavano (De Rossi e Chiellini), se l'attacco non ha segnato un gol in 4 partite, e se a farci gioire per sole 3 volte sono stati un difensore su assist di un altro difensore, un attaccante avversario su punizione e un rigore, cambiare linea è urgente e necessario.

Ora, se in politica è discutibile che l'esser giovani sia garanzia di risultati, di chiarezza di idee e di rinnovamento, nello sport la giovane età aiuta, e anche sull'esempio fornito da quasi tutte le nazionali dell'europeo (Francia a parte) il Lippi bis, dovrebbe portare una ventata di novità, magari lasciando liberi di essere se stessi giovani spesso criticati per eccesso di gioventù e impunemente anestetizzati dalla voglia di diventare grandi. Per capirci, per la Nazionale è stato molto più utile e decisivo il Cassano bizzoso che pianse dopo il biscotto scandinavo 4 anni fa che non quello maturo e diligente di questi giorni. Se poi il responsabile dell'organizzazione sarà inevitabilmente un giovane adulto come De Rossi (uno che da infortunato ha giocato comunque meglio della media dei suoi compagni in forma), il futuro può tornare a sorriderci o perlomeno a non farci sentire in imbarazzo come in questi giorni.

Di buono ora c'è che la stagione è finita, che ci si può rilassare un po' tutti, e che a solleticarci l'adrenalina saranno colpi di mercato e ritiri estivi, con il rimpianto dei bei tempi delle intercettazioni telefoniche di procuratori e dirigenti senza scrupoli, piacevolissima lettura da ombrellone della quale, ahinoi, stiamo per essere ingiustamente privati.

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