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E' morto Roberto Stracca

E' morto il giornalista del Corriere della Sera Roberto Stracca, aveva 40 anni. Era da tempo malato. Era un grande amante dello sport. Calcio, soprattutto, ma anche pallavolo.

Questo il messaggio di cordoglio diramato dalla Federcalcio: Stracca è stato 'un esempio di correttezza, lealtà e grande attaccamento alla professione' dalle 'qualità umane e professionali di cronista sereno e intelligente' presente ai 'resoconti dei Consigli federali, le conferenze stampa, gli incontri riservati ai media'. La Lega Pallavolo 'ricorda con grande affetto Roberto e rivolge le più sentite condoglianze alla famiglia dello scomparso giornalista e alla redazione del Corriere della Sera'.

Messaggio anche da parte di Alessandro Cochi, delegato allo Sport di Roma Capitale: 'A nome mio e di tutta l’Amministrazione capitolina rivolgo le più sentite condoglianze alla famiglia Stracca e alla redazione del Corriere della Sera, per la prematura scomparsa di Roberto. Nonostante la sua giovane età, la competenza e la grande professionalità con cui ha raccontato capitoli importanti di storia dello sport lo hanno reso un indiscusso punto di riferimento per tutti gli sportivi. Se ne va con lui una penna brillante del giornalismo romano'.

Alessandro Stracca era un grande tifoso della Roma. Ha fatto parte del Commando Ultrà Curva Sud. Ecco un suo articolo, datato 1994, scritto al termine di un Roma-Cagliari.

Dopo Roma-Cagliari mi sono chiesto se ha ancora un senso andare allo stadio a vedere esibizioni penose di Balbo, Fonseca e co. che se ne fregano di noi tifosi. Ma ero comunque felice e ci ho messo un po’ per capirne il perché. Poi ho ripensato a quel pomeriggio di un giorno da cani e ho visto un gruppo di ragazzi che ha cantato nella speranza (illusione?) che qualche 'brocco' centrasse la rete. Quante volte è risuonata questa domanda: ma cos’è il Commando? Un circolo chiuso? Un’associazione a delinquere? Un’organizzazione finanziata dall’A.S.Roma? Niente di tutto ciò. Il Commando non si può spiegare, perché il Commando non esiste. È un’idea, un’astrazione, un sentimento. Nessuno ne è proprietario. Nessuno può fargli fare ciò che vuole, perché non si può imporre nulla ad un moto d’animo, nessuno lo può distruggere, perchè non si uccide un ideale. Rido se ripenso ai nostri discorsi di sciogliere il gruppo perché non si può mettere fine ad una passione. Finché ci sarà solo un bambino che sventolerà una bandiera, ci sarà il Commando Ultrà. Siamo solo dei momentanei realizzatori di un’opera. Domani io me ne andrò e ne verranno 100 migliori di me. Verrà chi dirà 'io c’ero nel ’77' e una risata lo seppellirà. Verrà chi dirà 'io sono il capo' e giù 20.000 pernacchie. Chi può possedere un moto d’anima? Finché ragazzi avranno voglia di cantare e non guardare la partita, il Commando vivrà. Anche se domani ci saranno Dylan e Ambra (i figli di questi anni) che non sapranno nemmeno chi erano Vittorio e Stefano, anche se li accomunerà a loro un affetto e una spinta emotiva. Il Commando non ha direttivi, regole, capi e vicecapi. Il Commando non ha controlli, il Commando è una forza della natura. È un vento... e chi può fermare il vento?

Foto da Corriere.it

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