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Droga, richiesta di rinvio a giudizio per Padovano e Caricola

Hashish comprato in Spagna, trasportato su camion carichi di arance e rivenduto in Italia. E’ l’accusa che ha travolto l’ex attaccante di Napoli, Juve e Genoa Michele Padovano. Quattro anni di intercettazioni telefoniche, appostamenti e venti faldoni passati agli atti, la procura di Torino ha chiuso l’inchiesta con 48 richieste di rinvio a giudizio: per l’ex calciatore l’accusa è di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Il 16 maggio l´udienza preliminare davanti al gip Cristina Pagano.

L’inchiesta è nata nell’agosto 2004, da una scatola di scarpe con dentro 100mila euro ed un deposito “sospetto” effettuato dal disoccupato Luca Mosele presso l’ ufficio postale di Fiano Torinese. Per la Procura, Michele Padovano aveva “il compito di promuovere e finanziare il sodalizio per l´acquisto di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente, inviando oltre 40 mila euro al Mosole Luca mentre era in Spagna...”. Padovano ha sempre respinto l’accusa. “Ho prestato quei soldi a un vecchio amico. Non sapevo cosa volesse farne”.

L’indagine ha toccato anche Nicola Caricola e Gianluca Vialli. Padovano ha, scrive ancora la Procura torinese, “ceduto, consegnato o comunque procurato a Caricola una quantità imprecisata di cocaina, che Caricola a sua volta cedeva a Vialli per uso personale”. Mentre Vialli è fuori dall’inchiesta, Caricola è finito sul registro degli indagati per un’unica cessione.

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