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Delio Rossi contro la Fiorentina: "Montella si ritrova farina del mio sacco"

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E' uno degli allenatori rimasti a spasso, forse un po' a sorpresa. Il carrozzone della serie A è partito, lui è rimasto alla fermata, nonostante sia considerato, a ragione, uno dei tecnici più preparati, uno di quelli, insomma, capace di dare una identità di gioco alla propria squadra. Delio Rossi. L'uomo che sta ancora oggi pagando a caro prezzo quella sfuriata a colpi di uppercut scaricati addosso a Ljajić, la sera di quel maledetto Fiorentina-Novara, turno infrasettimanale sul finire della scorsa stagione, che ne decretò l'esonero.

Delio Rossi colpisce Ljaijc durante Fiorentina-Novara, il video

Da allora, dal 2 maggio scorso, Delio Rossi non è più tornato in panchina, accumulando voglia di riscatto, ma anche rabbia e rancore. "Se la Fiorentina chiama sono disposto a tornare anche domani", dichiara in una intervista rilasciata al quotidiano "Pubblico".

Si tratta di uno dei pochi passaggi morbidi di dichiarazioni al veleno: dardi scagliati contro Montella e i Della Valle. "Quel che ha fatto Montella sarei stato capace di farlo benissimo anche io".

"Sono stato io per primo a chiedere alla società di rivoluzionare il parco giocatori. Quel che adessso si ritrova l'attuale tecnico non è nient'altro che farina del mio sacco".

Rossi è tornato anche sulla scazzottata ai danni del giovane calciatore serbo: "Ho rivisto quelle immagini cento volte, ho chiesto scusa e quando rivedrò Lijaic chiederò scusa anche a lui. Sono state date mille versioni su quell'episodio, nessuna è vera".

"Non mi ha offeso, non sono volate parolacce. Mi sono arrabbiato perché in quel momento c'era da stabilire una gerarchia. E nessuno ha scritto che la manata l'ha presa pure un mio collaboratore".

"Non sono un violento, ho reagito in maniera sanguigna e mi dispiace. Ora è tutto fermo a quel momento. L'esonero non l'ho digerito. Così la società ha deciso di schierarsi solo da una parte. Volevano pulirsi la faccia ed hanno scelto il capro espiatorio non guardando al valore umano dellepersone in gioco, troppo semplice così".

"La vicenda poteva essere gestita in maniera molto migliore, senz'altro meno traumatica per il sottoscritto. Non meritavo di esser mandato via. Si è scelto di fare a meno di un professionista che ha fatto tanto, cresciuto molti giovani, sollevato le sorti di squadre e squadrette". Chissà la collera dove ha fatto sì che la Fiorentina si posizionasse, nella scala di valori deliossiana. Squadra o squadretta?

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