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Deferito Delio Rossi

Il Procuratore federale Stefano Palazzi della Figc spinge sul banco degli imputati Delio Rossi. L'allenatore biancoceleste è stato deferito alla Commissione Disciplinare Nazionale "per aver tentato, senza esito, di indurre nel corso di una conversazione telefonica il presidente della Lazio Lotito ad assumere iniziative nei confronti dei dirigenti del Lecce, tese ad influenzare la prestazione tecnica della squadra in vista della partita del 30 aprile 2006". Insieme a Rossi, rischia ora due mesi di squalifica, deferita per "responsabilità oggettiva" anche la Lazio.

L'inchiesta di Palazzi nasce da un passaggio dell'inchiesta sul tentativo di scalata al club romano: qui si inserisce un'intercettazione telefonica con protagonisti Rossi e il presidente Lotito del 17 aprile 2006, pochi giorni prima di Lazio-Lecce. "Stamattina ho sentito Galliani - dice Lotito - loro stanno lavorando"; "Noi dobbiamo sentire il Lecce - risponde Rossi - che devono venire ammorbiditi", la partita terminerà 1-0 in favore della squadra biancoceleste. La reazione di Lotito è rabbiosa "Ma come si può pensare che un uomo integerrimo come Delio possa solo minimamente fare una mossa del genere. Parlavamo di Ledesma, di un giocatore del Lecce che, infatti, poco dopo è arrivato da noi: loro, i pugliesi, volevano 10 milioni di euro, Delio mi invitava ad ammorbidire la loro richiesta economica ritenuta, giustamente, troppo alta per un club già retrocesso in B". Il presidente della Lazio così ricostruisce quel colloquio "Sì, ho parlato di Galliani perché dovevo cercare un'alternativa se fosse tramontata la trattativa con il Lecce. Davanti ad un no, Delio mi aveva chiesto Brocchi o Ambrosini: per questo c'entra il riferimento al Milan. Basta con queste intercettazioni estrapolate da un contesto generale".

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