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Cristiano Doni, lacrime in carcere: "Sono sotto un treno"

  • LaPresse

E' il protagonista principale del caso calcioscommesse, il calciatore più influente e anche quello che godeva di maggior stima dai tifosi: ora Cristiano Doni è in carcere.

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A raccontare i suoi primi giorni in cella sono due suoi amici, esponenti della Lega, che sono andati a trovare l'ex capitano dell'Atalanta.

Daniele Belotti, assessore regionale e Giacomo Stucchi. deputato, hanno voluto vedere in che condizioni fosse adesso Cristiano Doni. L'hanno trovato distrutto, in lacrime, non consapevole del tutto della situazione.

Non dorme da tre giorni, Cristian Doni. La barba non è fatta, indosso ha ancora il giubbino e la tuta della famosa "fuga in garage". Sul comodino della cella un libro che non riesce a leggere per mancanza di concentrazione.

"Sto come uno che è finito sotto un treno", confessa Doni, che dà anche la sua versione del momento dell'arresto. Non si tratta di una fuga dalla polizia ma dal tentativo di nascondersi (in garage) da quelli che per lui sembravano ladri. Così racconta Doni che essendo in isolamento non può leggere i giornali e non sa che tutta l'Italia ha letto le cronache e visto il video della sua goffa - e presunta - fuga.

In cella non si può parlare degli aspetti giudiziari, dunque Doni rivela il suo stato d'animo: "Vorrei riordinare tutte le mie idee ma non è facile, penso sempre alla mia famiglia rimasta a casa. Ma non riesco nemmeno a ricordarmi del momento in cui sono entrato qua dentro".

La visita dei leghisti a Doni si conclude con le lacrime del calciatore, quelle che arrivano quando si parla della figlia Giulia, 8 anni. Anche lei, inconsapevole, vittima del calcioscommesse e degli errori del padre.

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