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Ciro Esposito è morto: addio al tifoso del Napoli ferito nella finale di Coppa Italia 2014

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Update 25/06/2014: Ciro Esposito è morto.

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Update h.15.00 del 24/06/2014: Ciro Esposito è clinicamente morto. Addio al tifoso 30enne del Napoli ferito durante gli scontri della finale di Coppa Italia del 3 maggio 2014 tra Napoli e Fiorentina giocatasi allo Stadio Olimpico di Roma. Eposito era stato ferito con colpi di pistola e da quel momento in poi aveva subito varie operazioni sino a quella del 19 giugno scorso dalle quali non si era mai ripreso.

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Sono drammatiche le ultime notizie sulle condizioni di salute di Ciro Esposito, il tifoso napoletano ferito da alcuni colpi di pistola sparati dal romanista Daniele De Santis durante gli scontri che hanno preceduto la finale di Coppa Italia dello scorso 3 maggio.

Dall'Ospedale Gemelli di Roma arrivano infatti aggiornamenti nefasti: il ragazzo è ora in coma, con una situazione clinica nettamente peggiorata rispetto agli ultimi giorni. I problemi maggiori che hanno interessato Esposito sono di natura polmonare e già nelle scorse settimane era stato sottoposto ad interventi chirurgici utili a mantenerlo in vita. Ora la speranza sembra naufragare.

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Tutta Napoli è rimasta in apprensione e con fiducia ha atteso le notizie che arrivavano dall'Ospedale romano: la vicenda di questo ragazzo di Scampia che nei tafferugli di Tor di Quinto, ha rischiato la vita pur di difendere un pullman dei tifosi, ha lasciato senza parole tutto l'ambiente partenopeo.

La conferma della pessima notizia arriva anche dall'avvocato della famiglia Esposito: "Speriamo in un miracolo, Ciro è in condizioni gravissime e merita di stare bene - ha detto Angelo Pisani a Radio Crc -. In questa vicenda relativa ai fatti di Tor di Quinto il vero fallimento è dello Stato. Sono morte le Istituzioni che non hanno voluto rispondere a questo attacco criminale. Se a sparare fosse stato un napoletano, ci sarebbe stata la strumentazione della vicenda. Invece noi abbiamo dimostrato dignità, ora la città di Napoli deve unirsi per portare avanti una battaglia di cività.

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In ospedale sono ora presenti la famiglia di Ciro, insieme alla fidanzata Simona, il presidente del Napoli Club Roma, il proprietario dell'albergo in cui alloggiano i genitori in questo periodo e un sacerdote amico di famiglia.

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