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Che Italia sarà?

Dalle macerie di una nazionale crollata sotto i colpi di un mancato ricambio generazionale, Cesare Parandelli cercherà di ricostruire l'Italia che vuole presto lasciarsi alle spalle la batosta sudafricana.

Da chi ripartire? Prandelli qualche segnale lo ha già lanciato. Giovani, talenti con qualche anno in più sulle spalle, ma sinora espressisi non totalmente in linea con le loro capacità, e oriundi, una parola che non piace troppo al nuovo commissario tecnico che preferisce chiamarli 'nuovi italiani'.

I NUOVI - Bonucci, Ranocchia, Santon, Rosi, Poli, Sirigu, Balotelli, Santacroce. Calciatori con poche o nessuna presenza in nazionale maggiore, ma che potrebbero presto divenire la base dell'Italia del futuro prossimo, andando a sostituire il gruppo che ha recentemente abdicato: i Gattuso, Di Natale, De Sanctis, Cannavaro, Camoranesi, Grosso, non avranno un futuro azzurro.

LE CONFERME - Il nuovo capitano sarà Buffon. In attesa del totale recupero dello juventino, le chiavi della porta azzurra saranno affidate a Marchetti. Del Club Italia continueranno a far parte Chiellini, Criscito, Pirlo, Montolivo, Palombo, Pepe, De Rossi e Iaquinta. Chances per Giuseppe Rossi, Maggio e Quagliarella. A furor di popolo, scontato il nuovo ingresso nel giro azzurro di Cassano.

GLI ORIUNDI - Prandelli ha detto a chiare lettere di voler affidarsi ai 'nuovi italiani', come preferisce vengano chiamati i calciatori di origine straniera. Ecco perciò che potrebbero trovare spazio Thiago Motta e Zarate, più difficilmente Amauri, snobbato già da Lippi. Attenzione però anche a Matias Ezequiel Schelotto, argentino naturalizzato italiano con già 3 presenze nell'Under 21. E' un centrocampista che ha già fatto molto bene in B con il Cesena e che con i romagnoli, prestito dall'Atalanta che ne ha riscattato l'intero cartellino, promette di essere una delle rivelazioni della massima serie.

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