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Catania Juventus, polemiche: il guardalinee Maggiani ha la foto dello scudetto Juventus su Facebook

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Nuove frontiere delle polemiche arbitrali, le 2.0, quelle che coinvolgono i social network. Facebook, più precisamente. Senz'altro neanche Aldo Biscardi, uno dei pionieri del campo, avrebbe immaginato tanto: Mark Zuckerberg coinvolto in beghe pallonare. Incredibile, ma vero!

Pulvirenti infuriato, il video

Il tutto nasce dalla pagina Facebook (non si sa se gestita o meno personalmente) di Luca Maggiani. Sì, proprio l'assistente dell'arbitro Gervasoni che ha vissuto un mezzogiorno di fuoco al Cibali di Catania.

Maggiani ieri fa annullare (con la complicità dell'assistente di porta Rizzoli) un gol regolare messo a segno da Bergessio, per poi dare buona la rete di Vidal, viziata da una posizione di fuorigioco di Bendtner.

Oggi qualcuno scova il "profilo" di Maggiani, ospite anch'egli della F bianca con sfondo azzurro più famosa del mondo. Tra le sue foto c'è pure il simbolo della Juventus. Apriti cielo.

Trent'anni fa si sarebbe risolto tutto in pochi giorni di aspre polemiche, una puntata del celebre Processo, qualche moviola di Carlo Sassi, un litigio verbale davanti all' aperitivo.

Nel 2012, ai tempi di internet, non va esattamente così, con "la rete" che in questi casi si trasforma in un fight club virtuale in cui le offese da osteria, peraltro scritte in un italiano perlopiù desolante, si sprecano: Maggiani, i cui "fan" (virgolette mai così d'obbligo) passano da 300 a 1000, è in poche ore coperto da insulti, più che da critiche.

"Maggiani oggi muori" scrive uno, "merda tu e tutta litalia INFAMI" risponde un altro. E ancora "Spezzino (tra le foto c'è pure il simbolo del club ligure, ndr)e juventino ladro...cazzo peggio di così! Hai una gran faccia da culo e sei sicuramente culatone...ammazzati, sparati, vai a rubare!", "juventino cornuto".

Se il tutto fosse confermato, ovvero profilo gestito in maniera diretta, Maggiani avrebbe violato una regola imposta nel 2009 dall'Aia, attraverso una circolare che citava testualmente: "Agli arbitri è fatto divieto di fare dichiarazioni in luogo pubblico anche a mezzo email, su propri siti internet, e di partecipare a gruppi di discussione (come quelli di ultima generazione sul genere Facebook), mailing list, forum, blog o simili". Quanto era tutto più semplice, ai tempi del moviolone.

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