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Catania: accusa di partite comprate, arrestato il presidente Pulvirenti e altre 6 persone

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La miracolosa salvezza del Catania in serie B potrebbe non avere nulla di miracoloso. Anzi. Potrebbe essere avvenuta grazie a partite comprate dalla società siciliana, che invece di guadagnarsi l'obiettivo sul campo avrebbe preferito la scorciatoia, finendo anche nel calderone del calcioscommesse. E' questa l'accusa della Procura di Catania mossa al presidente del club etneo, Antonino Pulvirenti, arrestato insieme ad altri 6 persone, compreso il direttore tecnico Daniele Delli Carri (ex calciatore di serie A). Molte delle persone interessate dall'inchiesta sono procuratori di giocatori.

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I magistrati hanno ipotizzato i reati di truffa e frode sportiva in un meccanismo che avrebbe coinvolto altre squadre di serie B: le partite possono essere comprate, solo se c'è qualcuno disposto a venderle. La compravendita avrebbe alimentato così quello scandalo di calcioscomesse, già finito sotto la lente di ingrandimento della giustizia nelle scorse settimane.

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Sulle conseguenze nella prossima stagione, il presidente della Lega di serie B, Andrea Abodi, interpellato da Sky Tg24, ha già chiarito: "Il rischio di invalidare il campionato non esiste. Per definizione la responsabilità è individuale, quindi risponde chi paga". Secondo il numero uno della Lega cadetta: "La situazione è circoscritta, anche se indubbiamente c’è un’incidente sulla competizione stessa. A questo punto mi auguro soltanto che, al di là della competizione che si è appena chiusa, si possa riaprire la nuova sotto gli auspici migliori e che ci sia un processo che velocemente ci consenta di iniziare la competizione". Ma di certo il calcio italiano non vivrà un'estate tranquilla. Come accade da troppi anni...

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