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Caso Sandri, “L’agente prese la mira”

Le indagini sull’uccisione di Gabriele Sandri, il tifoso laziale ucciso l’11 novembre scorso da un colpo di pistola esploso da un agente della Polizia Stradale, potrebbero essere giunte ad una svolta grazie alla testimonianza di Keiko H., 42 enne operatrice turistica giapponese. “Ho visto l’agente prendere la mira per 10 secondi” ha detto agli inquirenti.

“Dopo aver fatto colazione - si legge nel verbale dell'interrogatorio pubblicato da “Repubblica”- uscivo dall'autogrill per fumare una sigaretta nel piazzale antistante. All'improvviso sentii uno sparo. Ma non capivo la provenienza. Vidi allora dei ragazzi, dall'altra parte dell'autostrada, scappare e correre verso delle autovetture. Successivamente vidi i due poliziotti correre verso di me e in particolare uno dirigersi verso l'estremità del piazzale mentre dall'altra parte i ragazzi salivano su un'autovettura di colore chiaro. Il poliziotto dopo essersi fermato puntava una pistola tenendola con entrambe le mani protese in direzione dell'autovettura e dopo circa dieci secondi sparava. Ricordo bene il momento dello sparo: l'autovettura era in movimento e anche dopo proseguiva la marcia”.

“Un ulteriore elemento che conferma quanto da sempre sostenuto” ha detto Michele Monaco, legale della famiglia Sandri “D’altronde le testimonianze arrivate nei momenti successivi all’accaduto avevano confermato questa circostanza”.

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