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Cannavaro-doping, vicenda aperta

Il caso legato al controverso risultato delle analisi antidoping effettuate su Cannavaro al termine della partita di campionato Roma-Juventus dello scorso 30 agosto potrebbe clamorosamente riaprirsi: secondo quello che risulta a Rivista Romanista, infatti, il motivo per cui la Procura Antidoping ha convocato per lunedì 19 ottobre i due medici della Juventus Bartolomeo Goitre e Luca Stefanini sarebbe legato al rifiuto che il Ceft (Commissione per l’Esenzione a Fini Terapeutici) ha opposto alla richiesta di esenzione presentata da Cannavaro a seguito della somministrazione di Bentelan, il farmaco usato per ridurre gli effetti infiammatori provocati dalla puntura di un’ape due giorni prima della partita. I motivi del diniego non sono ancora noti ma è possibile che al giocatore venga contestata la quantità di farmaco assunto, ben più ampia di quella necessaria ad una semplice profilassi antiinfiammatoria.

Il Bentelan, insieme con alcuni farmaci della stessa categoria, ovvero i glucocorticosteroidi, appartiene alle sostanze dopanti non consentite durante le prestazioni sportive. Secondo le indicazioni dell’Uefa aggiornate al mese di maggio 2009 (“Esenzione per l’utilizzo a fini terapeutici – domande e risposte per i calciatori”), peraltro, i giocatori sono fermamente invitati a non giocare immediatamente dopo la somministrazione della sostanza o aver utilizzato un metodo proibito: va ricordato che invece Cannavaro giocò regolarmente quella partita con la Juventus, che vinse all’Olimpico contro la Roma con il risultato di 3-1, confidando evidentemente nella esenzione retroattiva. Che ieri il Ceft ha negato. Va ricordato anche che Cannavaro dopo la partita con la Roma non ha più giocato neanche un minuto in campionato in seguito all’infortunio occorso durante Juventus-Bordeaux di Champions League ed è tornato in campo solo mercoledì scorso a Parma con la maglia della Nazionale.

Ora andranno valutate le conseguenze di questo rifiuto, essendo nel frattempo intervenuta un’archiviazione da parte della Procura Antidoping del Coni: per il nostro diritto significa che non c'è stata alcuna richiesta di sanzione da parte dell'organo deputato a chiederla (appunto, la procura). Tuttavia la WADA, l’Agenzia Mondiale Antidoping, potrebbe impugnare il provvedimento di archiviazione e riaprire così il tutto.

 [in collaborazione con Calciomercato.it]

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