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Calcioscommesse, l'ira di Buffon: 'Vergogna quei blitz annunciati'

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Dopo gli ultimi drammatici sviluppi del calcioscommesse che hanno portato all'arresto di Mauri e Milanetto e all'avviso di garanzia per Criscito nel raduno di Coverciano, il clima in casa azzurri è diventato teso, nervoso.

Ed ad esprimere la tensione ci pensa un deluso e furioso Gigi Buffon in conferenza stampa a Coverciano.

Calcioscommesse: indagati Bonucci, Criscito e Conte, che si difende

Il portierone della Nazionale ha attaccato i media per la spettacolarizzazione delle vicende legate al calcioscommesse e i pm per la fuga di notizie, che rischia di affossare ancora una volta l'immagine del calcio italiano dopo le note vicende del 2006, pochi giorni prima quel Mondiale vittorioso.

Gigi Buffon non ci sta e condanna i giornalisti e i pm: "Non posso più dire quello che il mio cuore e la mia mente pensano, perché ho avuto l’ennesima conferma, in questi giorni, che è così. Le persone perbene, con la coscienza a posto e senza scheletri nell’armadio, non possono dire quello che pensano. Il mondo sta andando come sta andando, e penso abbastanza male. Ma andrebbe preservata la libertà di pensiero, degli altri. Però nella vita bisogna anche prendersi delle responsabilità, e me le sono sempre prese. Frequentate il calcio da millenni, ma poi avete la forza di fare certe paternali... Io non devo dire quello che volete voi giornalisti. Quando tocchi certi argomenti per voi non è mai il momento giusto. Ma invece credevo che andasse fatto un distinguo tra comportamenti anche discutibili, ma non certo paragonabili a organizzazioni truffaldine, criminali. Come possono essere paragonati episodi tanto diversi? Ma quello che interessa è mettere qualcuno alla gogna...".

E sulle investigazioni ancora in corso, aggiunge: "Se è vero che gli inquirenti vogliono parlarmi dovete dirmelo voi. Tanto lo sapete prima voi. Ditemelo voi, che sapete tutto sempre prima degli interessati. Ho piena fiducia che un pm possa fare realmente giustizia. Non c’è niente di peggio che speculare sulla vita delle persone. Se una persona è talmente tarata, come è successo, che possa pensare, per dire, che l’errore che ho fatto con il Lecce in campionato sia perché avevo scommesso sulla partita, non c’è più niente da dire. Sono accuse che ti disarmano".

Sull'intervento della polizia a Coverciano che ha consegnato l'avviso di garanzia a Criscito, aggiunge: "Stavo dormendo, non ce ne siamo neanche accorti. Ma per Mimmo non è certo stata una bella sveglia. Non l’auguro a nessuno. E anche lì alle 6 del mattino c’erano le telecamere davanti a Coverciano. Tanto per non spettacolarizzare l’evento. In Italia si sa tutto subito, si sa cosa è stato detto in un eventuale interrogatorio dopo pochi minuti. E certe notizie vi arrivano mesi prima: è una vergogna. Se credo che la Figc potesse sapere qualcosa del blitz della polizia? Non lo credo, no".

Incalzato sulla differenza di trattamento di Prandelli che ha escluso Criscito e non Boncucci, replica: "A uno è arrivato l’avviso i garanzia, all’altro no. Eppure mi sembra che la pagina del giornale sia stata la stessa per entrambi. Con Criscito hanno parlato Prandelli e Albertini. Mimmo rischiava di diventare l’attrazione dell’Europeo. Criscito poteva chiarire tramite i suoi legali e poi partire? E’ una cosa logica, ma la logica non va di moda adesso in Italia".

Conclude sulle ultime sconcertanti dichiarazioni di Monti che auspica uno stop del calcio italiano per 2-3 anni: "E’ una persona capace e di buon senso. Ma la risposta migliore credo sia stata quella del nostro presidente federale Abete. (che ha criticato le parole del Presidente del Consiglio). Poi il problema principale sembra sia il calcio, in Italia. I giocatori che guadagnano tanto sono quelli delle squadre top, non gli altri. E poi tanti giocatori, la maggioranza, dovranno andare a lavorare, a fine carriera. Reinventarsi. Ma la questione è avere dentro di sé dei valori importanti, oppure no. Io credo che non avrei mai fatto certe cose anche se avessi giocato in una piccola squadra, perché la mia famiglia mi ha dato certi valori. Certo, il punto in cui è adesso il calcio mi ha sorpreso. Mai avrei pensato ci si potesse spingere a tanto. Se si fermasse il calcio, l’80, 85% dei calciatori onesti sarebbe penalizzato".

Video conferenza stampa di Gigi Buffon del 31 maggio

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