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Calcioscommesse, le richieste di Palazzi fanno tremare la Juventus

La terza giornata del processo sportivo sul recente scandalo del calcioscommesse, la prima dedicata al filone d’indagine della Procura di Bari, ha creato un putiferio che fa sembrare i quindici mesi richiesti dal Procuratore Federale Stefano Palazzi per Antonio Conte una semplice amichevole precampionato. Questo terzo giorno di dibattimento ha riguardato molti tesserati ed altrettante società.

In mattinata, per quanto riguarda le società, la Sampdoria ha patteggiato una pena di un punto di penalizzazione e 30.000 euro di multa ed il Bari una pena di 5 punti di penalizzazione ed 80.000 euro di multa. Entrambe le richieste sono state accettate dalla Commissione Disciplinare. Questa decisione ha destato un po’ di sorpresa soprattutto per quanto riguarda i pugliesi che sono al centro dello scandalo con diversi calciatori.

E’ passata la linea che la società era all’oscuro di tutto e che non ha tratto alcun giovamento delle combine perché già retrocessa da tempo o senza alcun interesse di classifica. Per quanto riguarda i calciato la pena più pesante è stata comminata ad Andrea Masiello, l’uomo dell’autorete nel derby con il Lecce, che ha patteggiato una condanna a 26 mesi di squalifica. A prescindere dall’entità della squalifica è anche difficile ipotizzare un suo ritorno nel mondo del calcio.

Il colpo grosso, però, arriva nel pomeriggio. Il Procuratore Federale, Stefano Palazzi, passa alle richieste per i calciatori e le società che non hanno voluto patteggiare o non hanno potuto accedere a questi benefici in ragione delle accuse a loro carico.

Il Lecce, tra le società, è quella per la quale è stata richiesta la condanna più pesante. Retrocessione in Lega Pro, dalla Serie B campionato di competenza dei salentini, e sei punti di penalizzazione da scontare nel campionato 2012-2013. Una richiesta scontata perché il Lecce deve rispondere di responsabilità diretta ed in questi casi la richiesta minima è la retrocessione. La tesi del Procuratore è ribadita con la richiesta di cinque anni di inibizione per Pierandrea Semeraro.

La chiusura di giornata mette in campo i nomi grossi. Palazzi chiede tre anni e mezzo di squalifica per Leonardo Bonucci difensore della Juventus e della Nazionale, all’epoca dei fatti a Bari. Tre anni è la pena richiesta per Daniele Portanova difensore del Bologna, ed un anno per Marco Di Vaio che attualmente gioca ai Montreal Impact. Per la Juventus non è finita perché arriva anche la richiesta di un anno di squalifica per Simone Pepe all’epoca dei fatti all’Udinese. Chiesti tre anni per Guberti e tre anni e mezzo per Vives e Salvatore Masiello.

I due calciatori della Juventus sono accusati entrambi di violazione dell’articolo 7 del codice sportivo. Bonucci, però, avrebbe commesso un illecito, mentre Pepe sarebbe colpevole di omessa denuncia come il suo attuale allenatore Antonio Conte. Stessa situazione anche per Portanova e Di Vaio per i quali infatti sono state chieste pene analoghe. Da ricordare che anche per il Bologna sono stati chiesti due punti di penalizzazione.

Con richieste di questo genere è difficile che, una volta provata la colpevolezza dei coinvolti, si possa concludere tutto con una sentenza di comodo. Il calcio italiano ha bisogno di pulizia e giustizia a prescindere dai colori che si indossano durante le partite.

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