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Calcioscommesse, la difesa di Conte gioca il tutto per tutto

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E’ iniziato questo pomeriggio, poco dopo le 14.00, il processo d’appello per lo scandalo del calcioscommesse che ha investito il calcio italiano e che stando alle notizie che arrivano dalla Procura di Bari è ben lontano dall’essere finito. Lasciando da parte la posizione delle società coinvolte si può tranquillamente affermare che il nome su cui sono puntati maggiormente i riflettori è quello di Antonio Conte. L’allenatore della Juventus campione d’Italia è stato condannato in primo grado ad una squalifica di dieci mesi per omessa denuncia.

Antonio Conte era presente in aula accompagnato dal dirigente della Juventus, Giuseppe Marotta, e non ha rilasciato alcun tipo di dichiarazione anche se ha accettato un profilattico che gli ha passato il noto provocatore televisivo Gabriele Paolini.

A parlare, per oltre trenta minuti, è stata la legale Giulia Bongiorno che cura la difesa di Antonio Conte. La Bongiorno ha attaccato duramente la linea tenuta dal Procuratore Stefano Palazzi che, a suo dire, ha ritenuto Carobbio praticamente infallibile. L’avvocato durante la sua arringa ha calcato la mano, “Carobbio è ritenuto credibile? Io ho un'idea ben chiara: non avendo la possibilità di avere riscontri alle sue dichiarazioni, si è puntato ad elevare la figura del pentito Carobbio. In un processo penale tutto ciò sarebbe carta straccia”.

La strategia della difesa è chiara. Screditare Carobbio come pentito equivale a salvare totalmente la figura di Antonio Conte. Il collegio difensivo dell’allenatore della Juventus ha chiesto il proscioglimento e spera di ottenerlo togliendo credibilità al principale accusatore di Conte. Una strada difficile da seguire anche e soprattutto perché la giustizia sportiva funziona in maniera differente rispetto a quella civile e penale.

Poco prima dell’arringa difensiva di Giulia Bongiorno era stata la volta dei legali del Grosseto. La squadra toscana è stata retrocessa in Lega Pro al termine del primo grado di giudizio ed ha basato la sua difesa sugli stessi elementi che sono stati rigettati al termine del primo dibattimento. La situazione del Grosseto, a meno di clamorose sorprese, appare segnata anche in virtù del patteggiamento sottoscritto durante il primo processo sullo scandalo del calcioscommesse e della posizione del presidente Camilli.

Il processo d’appello riprenderà domani quando verranno esaminate le posizioni delle società e dei tesserati relativi alle condanne legate alle indagini della Procura di Bari. E’ la parte del processo che riguarda Simone Pepe, Leonardo Bonucci e il Lecce principalmente. Gli ultimi eventi hanno ridato grande credibilità alle dichiarazioni di Andrea Masiello e la sensazione è che la posizione di Bonucci, assolto al termine del primo grado di giudizio, possa essere rivista radicalmente.

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