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Calcioscommesse, indagine chiusa: 130 indagati, a processo il ct Conte, Mauri e Signori

L'imponente scandalo del calcioscommesse arriva ad un punto focale. Il procuratore capo di Cremona, Roberto Di Martino, ha infatti depositato l'atto di chiusura delle indagini, da cui emergono i profili di accusa dei 130 indagati, la maggior parte per frode sportiva e gli altri per la più grave associazione a delinquere.

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Sono serviti praticamente quattro anni, ai magistrati lombardi, per ricollegare i fili di un sistema considerato marcio a tutti i livelli, dalla Serie A fino ai margini del professionismo, se è vero che tra quelli a cui è stato notificato il documento di chiusura delle indagini ci sono personaggi illustri come Antonio Conte. Il ct della Nazionale è accusato di frode sportiva per il noto caso risalente a quando allenava il Siena e lasciò la squadra libera, secondo la versione di alcuni calciatori, di decidere se giocare davvero oppure regalare la partita all'Albinoleffe (per questo, fu squalificato per 4 messi dalla giustizia sportiva). Negli atti si legge pure, scrive Repubblica, di un Conte che arrivò a darsi del "coglione" per non essersi accorto delle giocate illecite nel suo spogliatoio ai tempi in cui guidava il Bari.

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Altro nome eccellente è quello di Stefano Mauri. Per il capitano della Lazio, la procura ribadisce l'accusa iniziale di associazione per delinquere (per cui passò un periodo in carcere). Stesso reato imputato anche a una vecchia bandiera della Lazio, Beppe Signori, e all'ex capitano dell'Atalanta Cristiano Doni, tra le cui combine risulta una gara che ha portato al rinvio a giudizio per l'attuale tecnico atalantino Stefano Colantuono. Archiviate, invece, un centinaio di posizioni, tra cui quelle del difensore della Juventus Leonardo Bonucci, e del terzino dello Zenit San Pietroburgo Domenico Criscito.

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