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Calcioscommesse, audizioni per Conte, Bonucci e Ranocchia

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Ci sono anche nomi eccellenti tra quelli che il procuratore federale, Stefano Palazzi, ascolterà fra qualche giorno nell'ambito dell'inchiesta sul calcioscommesse.

In primis Antonio Conte, chiamato in causa da Filippo Carobbio, suo ex calciatore ai tempi del Siena, sarà ascoltato il 13 luglio prossimo.

Sull'attuale allenatore della Juventus, fresco campione d'italia, pensono le accuse relativa alla presunta combine di due partite: Novara-Siena (2-2, del 3 aprile 2011) e poi di AlbinoLeffe-Siena (1-0, del 29 maggio 2011).

"Ci fu un accordo per far finire la gara in parità" ha raccontato Filippo Carobbio agli inquirenti riferendosi alla gara con i piemontesi "in effetti ne parlammo anche durante la riunione tecnica e quindi eravamo tutti consapevoli del risultato concordato, soprattutto al fine di comportarsi di conseguenza durante la gara; lo stesso allenatore, Antonio Conte, ci rappresentò che potevamo stare tranquilli in quanto avevamo raggiunto l'accordo con il Novara per il pareggiò".

Per Conte, dunque, si prospetta una estate zeppa di tensione. Proprio per questo, secondo il giornalista Franco Ordine, intervenuto alla trasmissione "Azzurro Italia" citando fonti interne della società juventina, il tecnico sarebbe in procinto di chiedere il patteggiamento.

In questo caso abbrevierebbe l'iter giudiziario, ma ammetterebbe le sue colpe: rischia una condanna dagli otto ai dodici mesi, la metà in caso di collaborazione.

Il filone che riguarda le partite del Bari della stagione 2009/2010 e 2010/2011 riguarda anche Andrea Ranocchia e Leonardo Bonucci, affiatata ex coppia centrale dei pugliesi. Entrambi saranno ascoltati il 15 luglio. Sarà interrogato anche il loro ex compagno di squadra Andrea Masiello, arrestato il 2 aprile, scarcerato il 2 luglio ed ora ai domiciliari.

Ma l'attenzione è alta anche per Sampdoria-Napoli 1-0 del 16 maggio 2010, gara che sarebbe stata oggetto di tentata combine.

Matteo Gianello avrebbe tentato di convincere alcuni azzurri a non impegnarsi troppo per l'ultima partita della stagione (blucerchiati a caccia della vittoria che sarebbe valsa la qualificazione ai preliminari di Champions e campani già matematicamente sesti ed in Europa League).

Gianluca Grava, Paolo Cannavaro, Fabio Quagliarella i calciatori contattati da Gianello, ma tutti rifiutarono nettamente.

A tal proposito, nei giorni scorsi, la Gazzetta dello Sport ha riportato alcune dichiarazioni di un poliziotto, vicino all'entourage del Napoli, rese agli inquirenti: "Gianello mi disse che i suoi amici gli avevano chiesto di parlare con i difensori del Napoli e l'attaccante Quagliarella per poter essere certi della sconfitta del Napoli. Mi disse che, a quel fine, aveva personalmente contattato i difensori Grava e Paolo Cannavaro, oltre allo stesso Quagliarella, ricevendo da tutti un netto rifiuto".

Fabio Quagliarella teneva ad impegnarsi anche perché un gol gli avrebbe consentito di arrivare a 12 gol, traguardo che gli sarebbe valso un bonus da 100mila euro. "Gli amici di Gianello, "gente del nord", gli avrebbero garantito la stessa somma, ma l'attaccante rifiutò. Il portiere mi disse che Quagliarella si era comportato da scemo". Tutti rischiano l'omessa denuncia. La procura federale ascolterà anche Walter Mazzarri, tecnico azzurro.

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