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Cagliari-Roma rinviata: Cellino furioso. La Roma vuole lo 0-3 a tavolino

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Cagliari-Roma non si è giocata per motivi di ordine pubblico. Cellino ha invitato la tifoseria a recarsi all'Is Arenas nonostante l'inagibilità, a quel punto la Prefettura del capoluogo sardo non ha dato l'ok alla disputa dell'incontro per motivi di ordine pubblico.

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Questo, in estrema sintesi, quel che è accaduto in un weekend foriero di polemiche. Cellino da una parte, rappresentanti delle forze dell'ordine, comune di Cagliari e Figc dall'altra. In mezzo la Roma che chiede la vittoria a tavolino.

Un fight club in cui, però, Cellino non è solo, potendo schierare al proprio fianco la tifoseria che sembra aver capito la mossa della società rossoblù.

"Il comportamento di Massimo Cellino è inaccettabile" ha dichiarato Giancarlo Abete da Varsavia, dove oggi parteciperà ad un convegno promosso dalla Uefa "Un atto da sanzionare oltre il limite della giustizia sportiva".

"Si è partiti scherzando" ha continuato Abete in dichiarazioni rilasciate all'Ansa "con Cellino che diceva di avere quattro stadi a disposizione, e si è arrivati a questo. Il presidente rossoblù rappresenta la Lega in consiglio federale, credo che più alto sia il livello di rappresentanza e maggiore debba essere quello di responsabilità. Tutto ciò verrà sanzionato, ma la Lega ne dovrà trarre una lezione".

La risposta di Cellino non si è fattta attendere: "Caro Abete, non sono certo io la vergogna del calcio. Non sono mai stato deferito per vicende passaporti, arbitri, doping e falsi in bilancio". E ancora. "Ho invitato la gente a venire allo stadio per evitare che ci fossero solo gli ultrà, ho evitato che tutto sconfinasse nel caos".

I tifosi, scatenati sui social network, sono dalla parte del presidente: "Si attacca Cellino senza sapere i fatti. Da tempo gli organi di competenza, per i più svariati motivi, trovano appigli per non dare l'agibilità all'Is Arenas. Quel che è accaduto è una reazione da parte del Presidente ad una situazione insostenibile". Questo, virgola più, virgola meno, i messaggiche dalla mattinata di ieri piovono in rete.

La Roma, intanto, aspetta i tre punti a tavolino. "Siamo parte lesa, ha dichiarato il direttore generale della Roma Franco Baldini. La nostra non è né una strategia, e né un percorso obbligato, non avevamo tante scelte".

"Abbiamo fatto una riunione con l'avvocato ed è stato deciso di presentare un reclamo perché il motivo che la partita non si è giocata è spiegato nella motivazione del prefetto e questo non lascia spazio a dubbi, per il comportamento diretto di un massimo rappresentante del Cagliari. Il principio e' che le competizioni vanno disputate nell'ambito di una serie di regolamenti oggettivi che non possono diventare soggettivi".

Stamane, intanto, la società rossoblù ha emesso un duro comunicato: "La società Cagliari comprende i principi del sig. Baldini pur non condividendoli, perché chi spera di avvantaggiarsi delle disgrazie altrui non può essere contraddistinto come tale. Se così fosse, a quel tipo di uomo di principi, il suo più appropriato stemma sarebbe quello dell'avvoltoio". Ce n'è anche per il presidente di Lega Maurizio Beretta: "Stupisce che detti i tempi, anticipi e si sostituisca al giudice sportivo, organo terzo rispetto alla Lega".

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