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Brasile 2014, spot Adidas: De Rossi e Podolski, cuore sanguinante in mano. La protesta degli animalisti

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Se c’è un obiettivo raggiunto in partenza dal nuovo spot dell’Adidas sui Mondiali di calcio in Brasile, è senz’altro quello di aver compattato gli animalisti di tutto il mondo nella critica ad una scelta d’immagine quantomeno discutibile.

Mondiali 2014, Adidas presenta lo spot ufficiale per il Brasile

Il cuore sanguinante tenuto nelle mani dai calciatori scelti come testimonial della reclame del noto marchio sportivo internazionale, infatti, non sembra trovare gradimento in larghi settori del pubblico calcistico ed ha anzi messo nell’occhio del ciclone gli ideatori della campagna pubblicitaria incentrata sui campionati di Brasile 2014.

C’è anche l’italiano Daniele De Rossi nel mirino delle associazioni in difesa dei diritti degli animali, per la partecipazione alla pubblicità incriminata, con lo slogan dal sapore epico darò il cuore per il mio Paese” per altri versi giudicato fuori luogo in quanto allusivo a guerre e contese che poco avrebbero a che fare con lo spirito originario del calcio.

(Mondiali di calcio Brasile 2014, spot Adidas con Leo Messi)

La multinazionale tedesca ha voluto puntare su un messaggio forte e suggestivi, schierando campioni di diverse nazionalità in pose da autentici combattenti, ma ad avviso di molti commentatori il confine della “sportività” stavolta è stato oltrepassato abbondantemente.

Pomo della discordia, come si evince dalle prese di posizione di organizzazioni animaliste a carattere mondiale, l’esposizione simbolica di un cuore vero, precisamente di una mucca da macello, stretto tra le dita degli atleti in versione guerrieri d’altri tempi. “Assurdo che Lukas Podolski tenga tra le mani l’organo vitale di un animale innocente attacca il portavoce dell’associazione Four Paws, intenzionata a chiedere l’intervento riparatore della casa di produzione sportiva e la rimozione dello spot cruento realizzato in vista del torneo di Brasile 2014.

Immediata l’autodifesa in pubblico del campione della Germania, convinto di non aver fatto “nulla di male” e di essersi offerto alle telecamere per promettere ai tifosi tedeschi di “dare tutto” ai prossimi Mondiali.

In Italia non sono mancate le bacchettate all’indirizzo di De Rossi, parte integrante della pubblicità Adidas e richiamato dagli animalisti ad una maggiore sensibilità sulla sofferenza delle bestie allevate e macellate ad uso e consumo degli umani: “Non sarà illegale, fa presente lo Sportello degli Animali, “ma di sicuro ironizzare sulla morte di esseri viventi è immorale.

A distanza di poche ore dallo scoppio della polemica, è arrivata una nota stampa dell'Adidas, recapitata a giornali e siti web che avevano dato spazio alla notizia: "Non è certamente intenzione di Adidas offendere la sensibilità delle persone" si legge nelle prime righe del comunicato di replica alle accuse rimbalzate sulla rete in mattinata.

"Per questa World Cup è stato deciso di rappresentare graficamente i giocatori Adidas delle varie Nazionali pronti a dare il cuore per la propria Nazione" aggiungono gli estensori del documento, prima di precisare che la campagna "all in or nothing" si basa sul concetto di "dare tutto per alzare la Coppa del Mondo" ed ha voluto "rendere le immagini più veritiere possibili per rappresentare la passione che giocatori e tifosi provano per i Mondiali". Infine, il cuore mostrato nelle fotografie "è stato acquistato in una macelleria quindi disponibile ad uso alimentare", nel pieno rispetto delle normative.

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