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Bobo Vieri: "Che notti con Ronaldo"

Che l'Inter di Massimo Moratti fosse, ben prima dell'arrivo di Josè Mourinho, una società in cui tutti i calciatori facevano un po' come gli pareva, lo sapevano tutti, ma dopo le confessioni di Christian Vieri la situazione per il club di via Durini si è fatta parecchio imbarazzante.

Ospite di Chiambretti Night, l'ex bomber della Nazionale ha raccontato i suoi anni all'Inter, quando oltre che sul campo era protagonista anche, e soprattutto, della movida notturna milanese: Bobo ha parlato del suo rapporto con il Fenomeno. "Quando ero all'Inter, Ronaldo era il giocatore che si allenava di meno, perchè era il più forte del mondo ed è vero che tornavamo di notte alle 5-6 del mattino, perchè andavamo per locali. Poi però io dormivo due ore e andavo sul campo a correre, mentre lui si metteva sul lettino a mangiare brioche e cappuccino"ha confessato Vieri "Il problema è che la sera dopo, a mezzanotte, si presentava sotto casa mia e suonava il clacson dell'auto fino a quando non scendevo e uscivamo nuovamente". Sui suoi rapporti con Moratti, Bobo ha tagliato corto: "Con lui non ho più rapporti. Per quanto riguarda le intercettazioni, sono tuttora in causa sia con l'Inter sia con Telecom. Tra l'altro so che la relazione di chi mi pedinava contro di me diceva solo che correvo in auto".

L'ex attaccante ha poi rivelato un particolare del suo rapporto con l'avvocato Gianni Agnelli. "L'uomo che mi ha messo più in soggezione nel mondo del calcio è stato l'avvocato Agnelli: lo faceva con il suo modo di parlare, iniziavo a sudare e non capivo più nulla. Addirittura un giorno mi fece conoscere l'ex segretario di Stato americano Henry Kissinger". Una delle esperienze più felici per Vieri fu quella all'Atletico Madrid. "Quando andai a giocare a Madrid segnai nel primo anno 24 gol in 23 partite e ogni sera andavamo a ballare con dieci, quindici giocatori, ma nessuno poteva dirmi niente, perchè vinsi la classifica marcatori. In Spagna è tutto diverso: c'è meno pressione e l'allenamento consiste in tiri in porta e partitella; poi però arrivò Sacchi e cambiò tutto. Sedute tattiche e possesso palla e tanta preparazione atletica. I compagni di squadra erano tutti arrabbiati perchè pensavano che l'avessi voluto io Sacchi".

 [in collaborazione con Calciomercato.it]

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