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Benfica-Chelsea 1-2, Europa League agli inglesi, decisivo Ivanovic nel recupero

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La finale di Europa League assegna il penultimo trofeo europeo della stagione 2012-2013. A disputarsi la vittoria il Chelsea di Benitez, detentore della Champions League, ed il Benfica che non vince un titolo europeo da più di cinquant’anni. Lo spagnolo Benitez, che sa già di dover lasciare il posto a Mourinho, schiera i suoi con il 4 2 3 1, gli risponde con uno schieramento speculare il suo avversario Jorge Jesus.

Le stelle della partita sono Torres, Lampard e David Luiz da un lato e Cardozo, Luisao e Gaitan dall’altra. Ci si attende un avvio arrembante dei britannici ed invece il primo tempo è tutto a favore dei portoghesi. Il Benfica deve scacciare i fantasmi della sconfitta patita in pieno recupero dal Porto. Una sconfitta che gli costerà il titolo di campione portoghese.

Il problema del Benifca, come spesso accade alle squadre portoghesi, è la finalizzazione. Nella prima mezzora Cardozo, Rodrigo e Gaitan si presentano nei pressi di Cech ma non trovano la via della rete. La prima vera occasione, infatti, è per il Chelsea con Lampard che impegna severamente Arthur con una bordata da fuori area.

Ad inizio ripresa si ha la netta sensazione che il Benfica abbia speso molto e raccolto poco. Al sessantesimo un rilancio lungo di Cech coglie fuori posizione sia Luisao che Garay. La palla termina a Torres che salta Arthur in uscita disperata e deposita in rete il gol del vantaggio per gli inglesi. Il cuore del Benfica è infinito. I lusitani si lancia avanti e dopo solo otto minuti conquistano un calcio di rigore per evidente fallo di mano di Azpilicueta. Sul dischetto si presenta Cardozo che spiazza Cech e regala il meritato pareggio ai rossi.

E’ l’ultimo sussulto del Benfica che si rintana nella propria metà campo in attesa dei supplementari in modo da recuperare le forze. La difesa di Jorge Jesus traballa all’ottantottesimo grazie a Lampard che colpisce in pieno la traversa. Sembra l’ultimo sprazzo prima del prolungamento del match ed invece i fantasmi si manifestano nella notte di Amsterdam.

Da una parte c’è il destino del Chelsea che ha conquistato la Champions con un insperato pareggio nel finale della gara col Bayern Monaco. Dall’altra la maledizione del Benfica firmata dall’ex allenatore Bela Gutman che nel 1962 prima di andarsene firmo una condanna, “Non vincerete una finale per cento anni”. Da allora il Benfica è arrivato sette volte all’ultimo atto di una competizione europea ed ha perso le ultime sei. Il settimo tassello della maledizione di Gutman si materializza al novantaduesimo. Calcio d’angolo dalla destra, la palla si impenna e termina sulla testa di Ivanovic che inventa una parabola irreale che si spegne dove Arthur non può arrivare. Mancano quaranta secondi ma sull’ultimo assalto dei lusitani la palla del pareggio capita sui piedi di Cardozo che incredibilmente non riesce a toccare in rete. Chelsea in paradiso, Benfica all’inferno, ancora una volta.

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