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Mario Balotelli, addio al Milan? Berlusconi non lo vuole e SuperMario dove lo metto?

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Dalle stelle alle stalle nel giro di due settimane, il tempo di uscire di scena dal Mondiale 2014 insieme alla Nazionale di Prandelli prendendosi ingiustamente da solo peso della disfatta italiana in Brasile.

Una panchina per Prandelli: dal Galatasaray 2 milioni all'anno al Ct azzurro

Balotelli era partito con le migliori intenzioni per Rio de Janeiro, osannato come un divo dai tifosi verdeoro e caricato di responsabilità dal tecnico dell’Italia, suo sostenitore della prima ora convinto del valore aggiunto garantito da Supermario alla sua squadra azzurra.

Adesso, calato il sipario sul torneo iridato, incassati i colpi bassi a caldo di Buffon e De Rossi dopo l’eliminazione per mano dell’Uruguay, il centravanti del Milan deve fare i conti con una sorta di tiro al bersaglio che non sembra voler terminare in breve tempo.

Ultimo in ordine cronologico a “scaricare” il fuoriclasse rossonero passato di moda per via delle deludenti prestazioni in terra brasiliana, il numero uno della società di via Turati Silvio Berlusconi, mai del tutto incantato dall’ex promessa dell’Inter.

“Avrei potuto venderlo per 35 milioni, una squadra inglese mi aveva formalizzato l’offerta ha confessato secondo quanto scritto dall’agenzia di stampa AdnKronos il presidente milanista a margine di un convegno di Forza Italia, lamentando di “aver perso un Mondiale rinunciando a quelle cifre allettanti per trattenere il bomber della Nazionale a Milano.

(Tutti contro Supermario Balotelli: Sgarbi show a La Gabbia su La7)

In realtà, passata la bufera dei pubblici processi contro il capro espiatorio Mario Balotelli, gli spiragli per la vendita ad un prezzo adeguato dell’esuberante punta di origini africane saranno nuovamente visibili, anche perché all’estero non mancano estimatori del talento “genio e sregolatezza” attualmente in forza al Milan.

Qualcuno ha azzardato una suggestiva ipotesi di approdo in Brasile dell’attaccante azzurro, alla luce deli festeggiamenti in grande stile riservati dal popolo carioca al più famoso dei giocatori dell'Italia alla vigilia dell’inizio dei Mondiali 2014.

Insomma, l’allarmistico “chi me lo compra più?” pronunciato da Berlusconi poche ore fa potrebbe essere qualcosa di simile ad una provocazione, o meglio un sassolino lanciato nello stagno per muovere le acque delle trattative.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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