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Bagno di folla a Malpensa per l’Inter: il day after!

Erano in 5mila ad attendere l’Inter questa mattina dopo la vittoria di ieri sul Barcellona, e poco importa che siano stati 90 minuti di terrore puro in una partita dove è tornato di moda il catenaccio stile anni ’80: l’Inter ha perso ma è passata, la finale di Madrid del 22 maggio è stata raggiunta, l’ultimo passo per vincere un trofeo che in casa Inter non c’è da due, in alcuni casi anche tre, generazioni di tifosi.

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Parlano tutti dopo una settimana di rigoroso silenzio scaramantico, il capitano, l’allenatore ed il Presidente, ora sì che tutti ci credono. Javier Zanetti in prima fila: 'Abbiamo sofferto ma credo che abbiamo meritato la qualificazione in finale, quello che abbiamo fatto oggi è la dimostrazione di un grande gruppo. C'era un ambiente molto pesante - continua il capitano nerazzurro - ma noi eravamo concentrati sulla partita, è stato importante lo spirito di questo gruppo. Adesso, però, pensiamo al campionato dove siamo primi e mancano tre partite, poi penseremo alla finale di Madrid’.

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Poi c’è Josè Mourinho, qualcuno che di speciale deve averci davvero qualcosa per essere riuscito in un impresa che i grandi tifosi interisti ricordano in bianco e nero; c’è riuscito facendo quello che doveva fare, vincere a Milano, e tenere a Barcellona, non si può dire che la fortuna e gli errori arbitrali non siano stati dalla sua, facendo il conto tra andata e ritorno si contano parecchi episodi che hanno fatto alzare dalle sedie mezza Spagna, ma il punto è lo stesso, l’Inter è finale, 38 anni dopo, e chi se ne frega: ‘la più bella della mia vita, meglio della Champions col Porto - racconta lo Special One - Che percentuale ho di rimanere all'Inter? Per ora mi concentro solo sulle cinque partite che restano, ci aspettano cinque finali. La mia mente è concentrata al 100% su questo’. Inutile negare la corte spietata del Real Madrid, ma per quello ci sarà tempo per pensare, anche perché se mai dovesse davvero vincere la Champions, cosa possibile a questo punto, il portafoglio di Moratti non guarderebbe in faccia a nessuno.

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E infine proprio lui, il Presidente nerazzurro che finalmente vede i suoi sogni realizzarsi poco alla volta: ‘Sono molto felice – e ci credo, anche se a differenza di quello che accadde negli anni ‘60 - qui siamo solo alla finale, lì vincemmo’. Poi si parla di Mourinho, paragonato ovviamente ad Herrera: ‘Sono due personaggi con la caratteristica fondamentale di essere lavoratori, fortissimi lavoratori, sono pignoli e professionali, poi coraggiosi, hanno molto carisma nei confronti dei calciatori. Li vedo simili a 40 anni di distanza, hanno similitudini nelle qualità. Ma per stasera tutti i meriti vanno a questa squadra che ha giocato una semifinale in dieci, in casa del Barcellona campione del mondo, vuol dire avere un gran carattere’.

Insomma 38 anni dopo l’Inter è in finale: il 22 maggio l’appuntamento è a Madrid, e anche se sembra che il difficile sia passato occhio al Bayern Monaco... tra gioia e lacrime il confine è sottilissimo!

 (foto © LaPresse)

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