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Arbitri, così non va

La terza giornat di campionato è stata costellata da clamorossi errori arbitrali, eccoli in rassegna. Genoa-Napoli(Tagliavento): Serata tormentata e infestata dai fantasmi per il fischietto ternano, non sempre sufficientemente lucido per prendere la decisione giusta al momento giusto. E, forse, condizionato dall’elettricità e dalla troppa tensione di un ambiente arroventato: una bomba a orologeria che dà l’impressione di poter deflagrare da un momento all’altro. Se il rosso diretto comminato al 31’ del primo tempo a Criscito pertiene a una valutazione personale del direttore di gara, per nulla indulgente di fronte agli apprezzamenti irriguardosi rivolti nei suoi confronti dal difensore rossoblù dopo un fallo discutibile fischiato a favore di Maggio, il rigore assegnato al Genoa (e relativa espulsione per doppia ammonizione di Campagnaro) al 49’ lascia parecchi dubbi. Tagliavento sanziona una presunta cintura del difensore partenopeo su Sculli, ma il replay racconta tutta un’altra storia: sembra proprio Sculli ad aggrapparsi per primo a Campagnaro, che poi a sua volta lo strattona e lo trascina per terra a due passi da De Sanctis, in colpevole ritardo sull’uscita.

Nel secondo tempo l’arbitro, frastornato e in preda a quelli che appaiono i classici sintomi da “sindrome di compensazione”, va in tilt e “grazia” incredibilmente Contini, che “abbatte” con l’accetta un imprendibile e funambolico Mesto affondando il tackle da dietro. Una randellata che avrebbe meritato un sacrosanto secondo giallo. Come sacrosanta è senz’altro l’espulsione di Aronica, e relativo rigore, decretata nel finale per fallo su Palacio: il difensore napoletano, ultimo uomo, “pizzica” la caviglia dell’attaccante argentino, impedendogli di appoggiare in rete da due passi su cross basso di Kharja.

Livorno Milan (Orsato): Perfetta la direzione di gara del fischietto di Schio, che dirime brillantemente l’unica controversia del match, a una decina di minuti dalla fine, quando Thiago Silva spintona in area il peperino Tavano, abile a divincolarsi spalle alla porta e a proteggere la sfera con il corpo nel tentativo di trovare la girata vincente. La mano d’appoggio del brasiliano sulla schiena dell’attaccante amaranto effettivamente c’è, ma fa bene Orsato a lasciar correre: il contatto è veniale e non sembra giustificare l’assegnazione della massima punizione. Inoltre, Tavano dà la sensazione di opporre una resistenza fisica tutt’altro che strenua alla (comunque pericolosa) spintarella del milanista. Il rigore sarebbe stato davvero troppo.

Fiorentina-Cagliari (Banti): Non è da rigore l’intervento di Marzoratti su Jovetic che, al 46’ del primo tempo, fa gridare al penalty i sostenitori viola. Il difensore del Cagliari si appoggia leggermente sul montenegrino lanciato davanti a Marchetti, ma non sembra fargli perdere l’equilibrio o spingerlo con un vigore tale da causarne la caduta rovinosa a terra. Tuttavia il fallo in attacco fischiato nell’occasione da Banti al trequartista viola è inesistente: il gioco avrebbe dovuto proseguire normalmente, senza alcun intervento da parte dell’arbitro.

Palermo-Bari (Romeo): Manca un rigore macroscopico al Palermo. Monumentale l’abbaglio di Romeo, che a metà ripresa non vede un plateale intervento di mano in area di De Vezze su traversone di Pastore dal vertice di destra dell’area di rigore. Il penalty sarebbe solare, ma il direttore di gara sorvola probabilmente in nome di un’involontarietà del fallo che tuttavia non può applicarsi al caso in questione, dal momento che De Vezze allarga volontariamente le braccia aumentando considerevolmente il volume del suo corpo sul cross (peraltro neppure tanto ravvicinato) del trequartista rosanero.

Lazio-Juventus (Gervasoni): Un’unica decisione arbitrale contestata in tutto il match, che però coincide con il crocevia del 46’ del primo tempo: un episodio spartiacque che avrebbe potuto stravolgere la trama del romanzo Lazio-Juve, sparigliando le carte e spostando l’inerzia della gara dalla parte dei biancocelesti. L’arbitro annulla il gol del possibile vantaggio laziale, siglato da Mauri con una fulminea girata a pochi metri da Buffon, fischiando un classico fallo di confusione in area juventina sulla mischia furibonda scaturita dalla punizione tagliente battuta da Kolarov che ha originato l’azione. In realtà Gervasoni si inventa un’irregolarità fantasma (trattenuta del tutto inesistente) di Cruz su Legrottaglie. Il fischio arriva un attimo prima della successiva zampata di Mauri. Tuttavia i replay non ravvisano alcuna scorrettezza da parte dell’attaccante laziale, evidenziando semmai un probabile tocco di mano dello stesso difensore bianconero sulla palla “sporcata” da Cruz. Più calcio di rigore per i biancocelesti, insomma, che punizione all’interno della propria area per la Juve.

Udinese Catania(Bergonzi): Parecchie matasse ingarbugliate da districare, nella convulsa altalena di emozioni e nella pirotecnica girandola di gol del Friuli, per il povero Bergonzi . Ma il fischietto di Genova non sempre se la cava egregiamente. Felice e azzeccata la decisione di assegnare il rigore agli etnei al 33’, per un intervento in evidente ritardo di Felipe che falcia Mascara alle soglie dell’area piccola impedendogli di presentarsi a tu per tu con Handanovic; non appare affatto condivisibile, invece, la scelta di indicare il dischetto al 68’, stavolta in favore dei bianconeri, per il presunto fallo di Potenza su Floro Flores poco oltre il limitare dell’area catanese. Il difensore rossazzurro alza la gamba e l’illusione ottica potrebbe tradire i più distratti, perché il piede di Potenza parrebbe incocciare la coscia di Floro Flores, rifilando un calcione alla punta bianconera. In realtà il catanese non sfiora l’attaccante napoletano, che inscena un’autentica pantomima stramazzando al suolo. Bergonzi abbocca all’amo e fischia: rigore ingiusto e 3-2 per i friulani. Ci sarebbe stato viceversa un giallo per simulazione a Floro Flores.

Atalanta-Sampdoria (Gava): Poco da eccepire al giovane arbitro di Conegliano Veneto. Indifendibile Tissone in avvio di ripresa: il centrocampista doriano, già ammonito, commette un’ingenuità di proporzioni a dir poco epiche andando ad abbattere gratuitamente (e inutilmente) un avversario a centrocampo e guadagnandosi un meritatissimo secondo giallo. Espulsione inappuntabile.

Siena-Roma (Damato): Difficile muovere qualche obiezione a Damato nella gestione della furiosa battaglia di Siena: un match che, più che un palio, sembra una corrida. Indiscutibile il rosso per doppia ammonizione di Codrea all’80’: il centrocampista senese (già ammonito) aggancia da dietro e stende brutalmente Francesco Totti con un tackle assai ruvido e pericoloso. L’intervento è decisamente passibile di secondo giallo. Non ci sono dubbi neppure sulla punizione dalla quale scaturisce la vittoria giallorossa, firmata da un missile terra-aria di John Arne Riise: lo sgambetto da tergo di Terzi ai danni di De Rossi al limite dell’area è netto. Tutto liscio a Bologna in Bologna-Chievo (Mazzoleni) e a Milano in Inter-Parma (Rosetti).

 [in collaborazione con Calciomercato.it]

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