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Antonio Cassano, prima intervista: 'Ho avuto paura di morire'

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Antonio Cassano è in un fiume in piena in un'intervista rilasciata ieri in esclusiva per "Studio Sport" (Italia Uno), pochi giorni dopo aver ricevuto l'idoneità sportiva dai medici.
Cassano sarà a disposizione di Allegri già per la prtita contro la Fiorentina in programma domani pomeriggio.

Durante l'intervista, Fantantonio racconta di aver avuto molta paura prima dell'operazione: "Quattro giorni prima dell'operazione ho avuto paura, soprattutto per i miei cari, per mio figlio, per mia moglie. Se non ci fossero stati loro, nessun problema, ma far soffrire gli altri è la cosa che detesto di più. Posso soffrire io ma non gli altri".

Antonio Cassano torna a giocare

Dopo il malore seguente la partita contro la Roma, racconta:" Per un giorno e mezzo facevo fatica a parlare, a ricordare le cose, ma l'importante è che è tutto passato, ora sto bene e torno a una nuova vita".

Numerosi i tifosi celebri e comuni che gli hanno dato coraggio e forza a non mollare: "Dal Real al Barcellona, da Mourinho a Capello e Del Neri, mi ha chiamato il mondo intero, anche Iniesta. Ho capito quanto la gente mi stima, soprattutto come uomo che è la cosa che conta di più. Ma so anche che appena sbaglio un paio di passaggi torneranno a dire che sono una testa matta".

Ride Cassano e dichiara che a lui interessa solo "essere amato dalla gente che mi tifa. Se gli altri mi fischiano è perchè hanno paura di me ma è stato importante che i tifosi delle altre squadre abbiano rispettato il problema che ho avuto".

Non dimentica di ringraziare il presidente Berlusconi, Barbara e Galliani: "che nel mio periodo buio mi ha sempre chiamato due volte al giorno, mi è stato molto vicino. E poi devo ringraziare chi mi ha salvato la vita, il dottor Tavana: se non mi prendeva per i capelli era dura stare in questo mondo".

E a proposito del ct Prandelli che lo ha atteso e incoragiato: "fondamentale per il mio recupero. Ha sempre detto a tutti e anche a me che mi avrebbe aspettato fino all'ultimo momento".

E rivela: "I piedi sono sempre buoni, il problema può essere la forma - spiega - Se torno e sto bene, ok, ma se vedo che dopo 3, 4, 6 mesi, un anno non sto in piedi, ragazzi è stato un piacere, me ne torno a casa. Voglio che la gente ricordi il Cassano buono, non quello che fa compassione".

E sulla recente eliminazione contro il Barcellona, dice : "Quando Messi è in giornata è dura, è molto dura. Anche Mourinho dice che sono i più forti, il Barca è imbattibile. Solo se scoppia un vulcano e fanno 40 ore di pullman li puoi battere", chiaro riferimento a quello che successe nella semifinale di Champions del 2010 tra Barcellona e Inter, preceduta dalla celebre eruzione del vulcano islandese che costrinse gli azulgrana a raggiungere Milano in pulmann.

Video della prima intervista di Antonio Cassano, dopo l'idoneità agonistica

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