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Ancelotti: "Grazie Liedholm"

Sei su sei: il ruolino di marcia del Chelsea prosegue indomito. Ancelotti da quando si è insediato a Stamford Bridge ha regalato molte soddisfazioni ai tifosi Blues, ultima proprio il primato in classifica. Ma una grande soddisfazione se l'è già presa anche Carletto. Già perché non era affatto facile e scontato riuscirsi ad inserire in un contesto come quello londinese, con la difficoltà della lingua e di un calcio diverso. Eppure al primo tentativo il tecnico emiliano c'è riuscito, e con che risultati!

ITALY vs ENGLAND - "Con l'inglese non è stato facile" ha raccontato Ancelotti al Daily Mail "e ci sono stati momenti in cui mi sono sentito frustrato. In un'amichevole col Reading che stavamo perdendo 2-0 volevo esprimere la mia rabbia, ma non potevo. Mi hanno detto che potevo farlo in italiano i giocatori avrebbero visto l'espressione sulla mia faccia e avrebbero capito...". Ci sono sottili ma importanti differenze fra il mondo della Premier e quello della serie A: "La musica prima delle partite. Io ero abituato a vedere i giocatori tutti concentrati, quando sono arriavato in Inghilterra sono rimasto sorpreso a sentire la musica negli spogliatoi, e poi che musica brutta il rap! Ma alla fine ho deciso che dovevo adattarmi, in fondo ascoltare la musica non è grave, l'importante è che la squadra abbia idea di come deve giocare. Io e i giocatori non siamo uniti dalla musica, ma dal calcio!".

ESEMPI

- Chi del pallone gli ha insegnato parecchio è Niels Liedholm: "Era incredibile, molto controllato, molto calmo, non perdeva mai la pazienza e mi ha insegnato tante cose. Soprattutto che non hai tempo di arrabbiarti all'intervallo. Hai pochi minuti per dare indicazioni ai giocatori!". Ancelotti ha una grande ammirazione per suo padre: "Ho il suo stesso carattere. Lui è calmo, paziente. Non l'ho mai visto arrabbiato. Vedo molte similitudini fra la vita contadina da cui provengo e il calcio: lavori un anno per avere il raccolto o per vincere la Champions".

DROGBA

- "Ho giocato con Van Basten e, in qualche modo, Drogba me lo ricorda. E' un attaccante straordinario, ma è anche un leader, un 'trascinatore' (nell'intervista in inglese Ancelotti usa la parola italiana ndr). Trascinatore significa colui che riesce a portare avanti il gruppo: Gattuso al Milan era un trascinatore. Terry e Drogba lo sono al Chelsea. Non è facile lavorare con un giocatore forte come Drogba, non ce l'ho mai avuto. Inzaghi al Milan era bravo, Shevchenko era forte, ma non nel gioco aereo, Crespo, Del Piero...Diedier è differente da tutti, è uno dei migliori al mondo. Lo metto assieme a Ibra, Eto'o e Torres, ma non lo cambierei con nessuno di loro. Forse se guardi la tecnica, Torres è meglio, ma non basta quello serve coraggio, carttere, personalità: Didier ha tutto. Se hai lui hai vinto!".

 (foto © LaPresse)

 [in collaborazione con Calciomercato.it]

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