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Adriano: il calciatore brasiliano scagionato dall'accusa di traffico di droga ed associazione a delinquere

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Si era parlato nei giorni scorsi di un autogol pesante per l’ex centravanti della Seleçao Adriano, finito sotto inchiesta in Brasile per reati connessi col traffico di stupefacenti. La vicenda, almeno stavolta, si è conclusa nel migliore dei modi per il calciatore, scagionato dal giudice competente per le indagini.

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Per l’atleta verdeoro, secondo quanto avevano rivelato i principali notiziari sportivi sudamericani e in particolare dalle emittenti Uol e Espn, potevano esservi pesanti conseguenze dopo una denuncia penale emessa dalla magistratura inquirente di Rio de Janeiro, sulla base dell’accusa principale di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga.

Nel mirino del pubblico ministero incaricato delle indagini, i rapporti sospetti tra il 32enne brasiliano e la malavita locale, forse provati da documenti e testimonianze di discreta attendibilità, specialmente per la presenza di beni tenuti dall’affiliato nella disponibilità di personaggi poco raccomandabili già noti alle forze dell’ordine della metropoli carioca.

Se gli elementi a carico di Adriano si fossero rivelati fondati, indirizzando il lavoro dei giudici verso l’arresto dei responsabili della rete criminale impegnata nelle attività illecite sul territorio di Rio, sarebbero scattate le manette ed una condanna molto severa, con una pena fino ai 25 anni di carcere.

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Tutto si è risolto positivamente, nonostante le indiscrezioni riportate dai siti web di tutto il mondo la scorsa settimana sulla base di fonti brasiliane, pertanto i fatti emersi a carico del giocatore attualmente inattivo (ma pronto a firmare un contratto col club francese di seconda divisione Le Havre) non hanno indotto il giudice Maria Teresa Donatti a portare avanti l'inchiesta, essendosi rivelate "frettolose e inadeguate" le conclusioni del pm.

Dopo anni di molte luci e tante ombre, un’eventuale disavventura giudiziaria di tale livello avrebbe rappresentato un punto di non ritorno per il bomber di Rio de Janeiro, noto al pubblico italiano per le straordinarie prodezze di inizio carriera e gli eccessi della fase successiva alla maturazione nelle grandi squadre di serie A.

Notti brave in discoteca, risse nei locali e contravvenzioni per guida in stato di ebbrezza avevano deteriorato l’immagine di Adriano al punto di renderlo una sorta di “modello negativo” per gli aspiranti campioni di calcio: a giudicare dalle notizie appena giunte dal Brasile, al peggio non c’è fine.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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