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Addio a Riccardo Garrone, presidente della Sampdoria

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Il mondo del calcio e quello economico sono in lutto, dopo lunga malattia si è spento infatti questa sera a Genova Riccardo Garrone, presidente della Sampdoria e presidente onorario e consigliere di amministrazione della ERG, azienda petrolifera fondata dal padre Edoardo nel 1938. L'imprenditore lascia sei figli, il maggiore dei quali, Edoardo, è attualmente vicepresidente vicario della compagine calcistica ligure e presidente del gruppo industriale di famiglia.

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Nato a Genova il 23 gennaio 1936, Garrone si laurea in Chimica Industriale e quindi assume la guida della ERG nel 1963, alla morte del padre. Nel 1993 è nominato Cavaliere del Lavoro e nel 2002 compra da Edoardo Mantovani la Sampdoria, di cui era già stato sponsor per tutti gli anni '80 e '90 con la holding familiare. Quella di Garrone per il calcio è infatti una passione di lunga data e l'acquisto dei Blucerchiati, all'epoca in serie B, realizza il suo sogno di tifoso.

Con Garrone la squadra vive stagioni altalenanti, centrando la promozione in serie A al termine della stagione 2002-2003, con Walter Novellino, e quindi piazzandosi all'ottavo posto e al quinto nelle due stagioni successive. Dopo un'annata scialba, nel 2006-2007 la Samp arriva nona in campionato e partecipa all'Intertoto. La stagione successiva è contrassegnata dall'arrivo di grandi nomi, tra cui Antonio Cassano, e la squadra conclude l'anno al sesto posto, ma è nel 2009-2010 che i Blucerchiati centrano l'obiettivo a lungo inseguito, qualificandosi per preliminari della UEFA Champions League 2010-2011. Ma quella che doveva essere un'annata trionfale si trasforma in un incubo: la Samp infatti non riesce a superare i preliminari ed esce anche dall'Europa League nella fase a gironi. Il peggio però deve ancora arrivare: la squadra in campionato va malissimo e a fine campionato retrocede in serie B, perdendo il fondamentale derby con il Genoa al 96'.

Un vero e proprio annus horribilis per Garrone e la Doria, caratterizzato tra l'altro dal litigio del patron con Antonio Cassano, da lui accolto a Genova come un figlio, che porta alla cessione del talentino barese (e di Pazzini) durante il mercato invernale, indebolendo fatalmente la squadra. Il purgatorio dura però un solo anno e al termine della stagione 2011-2012 i Blucerchiati tornano in A.

Garrone però non è stato solo calcio. L'imprenditore è ricordato anche per i successi ottenuti dalla ERG e per i suoi 'grandi sogni', come le realizzazione di un parco dei divertimenti in Liguria (alla stregua di Eurodisney, ma molto prima che Eurodisney nascesse) e di uno stadio moderno, come quello costruito poi dalla Juventus. Appassionato di caccia e di carte, in particolare il tresette, al quale giocava con l'ex presidente del Genoa, Aldo Spinelli, e l'attuale presidente della Regione, Claudio Burlando, Riccardo Garrone ha tentato anche la via della politica, candidandosi alle elezioni per il Senato con il Pri e dimostrando sempre simpatia per la sinistra più moderata e riformista.

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